La Legge di Bilancio del 2024 sta considerando un incremento dell’imposta sulla cedolare secca per coloro che mettono in affitto le proprie residenze per brevi periodi, passando dal 21% al 26%.

La problematica degli affitti a prezzi elevati, che attualmente è molto dibattuta in Italia, potrebbe essere affrontata all’interno del disegno di legge di Bilancio del 2024. Il Consiglio dei Ministri sta attualmente valutando una misura per affrontare in modo definitivo la questione relativa al crescente fenomeno degli affitti brevi in tutte le città italiane.

Gli affitti brevi, nonostante siano una fonte di guadagno flessibile, hanno notevolmente ridotto l’offerta di abitazioni disponibili per l’affitto a lungo termine in Italia, un paese in cui il turismo svolge un ruolo chiave. L’affitto a lungo termine continua ad essere in forte domanda, ma a causa delle difficoltà nell’ottenere un finanziamento per l’acquisto di una casa, molte persone si sono rivolte all’affitto invece che all’acquisto.

Tutto ciò, unito alla scarsità di offerta dovuta agli affitti brevi, ha fatto sì che i prezzi delle case in affitto aumentassero considerevolmente. Questa situazione non riguarda solo l’Italia, ma è un fenomeno globale, tanto che molte città in tutto il mondo hanno introdotto misure locali per regolamentare gli affitti brevi, tra cui New York e Venezia. Poiché manca una misura complessiva, il governo ha dovuto intervenire con misure per affrontare questo problema anche a medio e lungo termine.

Il nuovo disegno di legge prevede un aumento delle imposte per gli affitti brevi nel regime di cedolare secca. Attualmente, le locazioni turistiche godono di un’imposta fissa del 21% nel regime di cedolare secca, a condizione che il locatore possieda meno di 4 appartamenti da cui trae reddito da affitto. La Legge di Bilancio prevede un aumento di questa imposta, portandola dal 21% al 26%, a partire dal 1° gennaio 2024. Questa proposta fa parte di un più ampio processo di regolamentazione degli affitti brevi, che prevede anche una revisione delle restrizioni per operare nel regime di cedolare secca. Attualmente, il limite è di 4 appartamenti, ma il nuovo decreto intende ridurre questa soglia a 2 unità abitative. Inoltre, si stanno esaminando misure per ridurre gli affitti “single day”, ossia le locazioni che prevedono un pernottamento di una sola notte.